giovedì 21 marzo 2013

Più Che Umano di Theodore Sturgeon - Recensione

L’Homo Gestalt, un’ entità mentale e spirituale , nient’altro che l’evoluzione dell’Homo Sapiens è in realtà lo scopo di un gruppo di giovani ragazzi emarginati ognuno con un potere speciale in grado di realizzare qualsiasi cosa, come spostare oggetti col pensiero, o far perdere la memoria all’istante, di teletrasportarsi ed effettuare calcoli difficilissimi.
Beh, questi ragazzi ormai rifiutati dalla società e dal mondo stesso, decidono di unirsi e creare l’uomo perfetto.
Uniti da una forte amicizia supereranno molti ostacoli che li porterà alla scoperta della verità.

Mi sono subito appassionata a questo libro e alle storie  di ogni personaggio come Lone, “l’idiota” ridotto alle ossa costretto a mendicare per strada, Benie e Bonnie le gemelle di colore scappate di casa, Janie isolata dal mondo e il piccolo Baby , un bambino down abbandonato quando era ancora in fasce e Gerry, il ragazzo capace di ipnotizzare la gente ed anche un abile assassino.
Tutti con una storia alle spalle e ignoranti di ciò che li aspetta.
Devo ammettere che è una storia che fa riflettere. Capace di suscitare e scoprire emozioni sconosciute, di raggiungere una consapevolezza ed una sensibilità verso coloro che molti rifiutano perché considerati “diversi” e capire così i loro stati d’animo, il pensiero e i modi di agire con in più una dolce storia d’amore ahimè, incompresa.

Concludo, dicendo che consiglio questa lettura a tutti quelli che adorano la speculative fiction e le storie di fantascienza ma soprattutto a quelli che hanno bisogno di aprire gli “occhi” ed il cuore al pensiero altrui.
                                                                                     

                                                                                                                             a cura di Lizzy

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