lunedì 8 aprile 2013

Il Dio Delle Piccole Cose di Roy Arundhati - Recensione

Ammu decide di separarsi da un marito alcolizzato e che non ama, sposato solamente per scappare da un padre violento ed arrogante. Così, quando il padre muore, prende i suoi due gemelli dizigoti, Estha e Rahel, visceralmente uniti,  e torna alla casa di famiglia, dove si scontra con una società indiana di fine anni sessanta che non riconosce alcun diritto né posizione ad una donna divorziata.

Ritrova invece una possibilità di felicità quando si innamora di un “Intoccabile”, un Paravan,  un uomo che lavora da sempre per la sua famiglia e che per appartenenza ad una casta inferiore a quella di lei non potrebbe toccarla, desiderarla, amarla. Invece le leggi dell’amore vincono sulle convenzioni e Velutha non solo ricambia l’amore di Ammu, donandole una nuova ragione di vita, facendola sentire ancora bella e desiderabile ma amando anche Estha e Rahel come fossero figli suoi. Consumeranno il loro amore clandestinamente, di notte, cercando un modo per sfuggire alla realtà che li vuole divisi e che non prevede né tollera un legame tra loro. Ma quando qualcuno scopre il loro segreto, tutto andrà nel peggiore dei modi, dando vita ad una tragedia che porterà tutti con sé. Attorno a questa meravigliosa storia d’amore,  si consumano violenze, una morte improvvisa, abusi di potere, dolore, separazioni e ricongiungimenti, il tutto raccontato quando ormai i gemelli sono adulti e guardano con occhi non più bambini al susseguirsi degli avvenimenti.

Scritto in modo non convenzionale, in alcuni punti sembra difficile andare avanti, ma se si prosegue si arriva alla fine di un romanzo che difficilmente si scorderà. Emozionante, intenso e intriso di sentimenti contrastanti, a volte le descrizioni sono talmente minuziose da sembrare di essere lì. Non adatto a chi cerca una lettura poco impegnativa, Roy Arundhati ci mette di fronte a tutto ciò che di meraviglioso e di orribile esiste nel suo Paese.

A cura di Valentina Perelli

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