martedì 16 luglio 2013

Il Paradiso Degli Orchi di Daniel Pennac - Recensione

Divertente, ironico, interessante, ma anche serio per i temi che vi sono trattati. Con una scrittura sobria e intuitiva, senza troppi fronzoli ma allo stesso tempo con quegli appunti, spesso tra parentesi, che servono a completare la narrazione, con un modo di raccontare che deriva dal suo passato di scrittore per ragazzi, Daniel Pennac ci propone un racconto che, nei panni di un “romanzo giallo”, ci fa sorridere e pensare presentandoci una realtà un po’ grottesca, ma neanche tanto.
Primo romanzo del ciclo Malaussène, Il paradiso degli orchi ruota intorno alla figura di Benjamin (Ben per gli amici) Malaussène, per l’appunto, e della sua famiglia fatta di fratellastri e sorellastre, uno più strano dell’altra, tutti figli di una madre che non fa altro che innamorarsi, fare figli e scappare, lasciando a lui il fardello di crescerli. Come lavoro Ben fa il capro espiatorio in un Grande Magazzino dove girano figure non meno strampalate. Ed è proprio nel luogo di lavoro che succedono i fatti che coinvolgeranno Ben in prima persona e che rischiano di sconvolgergli la vita.
Pennac è davvero bravo a delineare i tratti dei vari personaggi, a descriverli fisicamente e caratterialmente e a farteli sentire vicini con le loro particolarità che li rendono, a una prima impressione, alquanto “estrosi” e così diversi dal comune, ma che in fondo hanno quelle caratteristiche che si possono ritrovare in ognuno di noi e che fanno parte della vita. Una vita che diventa sempre più rumorosa (ecco anche la scelta del Grande Magazzino) e rischia di distogliere le persone dalle cose importanti (infatti Ben riesce a vedere i fatti interessanti durante le sue “non volute” indagini quando non sente niente).
Toglietemi il mondo dalle orecchie, mi piacerà. Tappatemi gli occhi, morirò
Un “giallo” sostanzialmente, ma anche un libro divertente, che non impegna tanto il lettore da un punto di vista mentale, ma che lo tiene legato pagina dopo pagina per scoprire chi o cosa è la causa di tutto.

a cura di R.L.

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