mercoledì 10 aprile 2013

La Meccanica Del Cuore di Mathias Malzieu - Recensione

È da quando siamo piccoli che ci insegnano che "non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina". È una cosa che sappiamo bene, è un monito che spesso professiamo di seguire, ma è anche una lezione che in fondo, a volte, finiamo per dimenticare. E "La meccanica del cuore" inizialmente fa proprio questo: ci  affascina e cattura la nostra attenzione proprio per la sua immagine di copertina. Un’immagine che nonostante tutto, però, mantiene le promesse.
Appena si poggia lo sguardo su questo libro si ha la sensazione che durante la lettura si verrà trasportati in un’atmosfera favolistica, in un racconto che ruota intorno alla ricerca dell’amore, scandita dal lento e costante movimento dell’ingranaggio di un orologio, un meccanismo fragile e pronto a spezzarsi da un momento all’altro, come un cuore.

La storia inizia ad Edimburgo nella notte più fredda dell’anno quando viene alla luce un bimbo col cuore ghiacciato. Jack riesce a sopravvivere solo grazie alla levatrice, un po’ maga, Madeleine, che lega al suo fragile cuoricino un orologio a cucù, in modo che possa continuare a battere.
Ma il prezzo da pagare perché questa soluzione funzioni è alto, troppo alto per potervi sottostare per sempre: mai abbandonarsi alle emozioni.  E quando l’amore per la giovane cantante andalusa Miss Acacia prenderà il sopravvento, allora né le premure né le preoccupazioni di Madeleine potranno proteggerlo dalla dirompente forza della sua passione.
Così, nonostante tutto, il tema centrale di questa favola si rivela essere non l’amore nella sua versione più sdolcinata, ma un amore a tinte fosche, dove l’accento è posto sulla gelosia: gelosia del rivale, certo, ma anche gelosia rivolta verso la persona amata, con il desiderio che ne deriva di poterla legare a sé, desiderio che alla fine non può che essere solo un’immensa fonte di sofferenza.

a cura di Anna Iodice 

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