sabato 13 aprile 2013

Uccidimi di Ana Maria Sandu - Recensione

Caso letterario dell’anno diffusosi a macchia d’olio in Romania, Uccidimi! è il romanzo che ha consacrato definitivamente la scrittrice romena Ana Maria Sandu a metà strada dei fasti nell’Olimpo letterario, ponendosi come uno degli autori di rilievo da tenere sott’occhio. Uccidimi!, infatti, è il suo primo libro pubblicato in Italia, presente anche al Salone del Libro di Torino dove è stata una delle protagoniste assolute con questo romanzo edito da Aìsara, che racconta con distacco e coinvolgimento al tempo stesso la storia visionariamente reale di un omicidio.
Uccidimi! si tramuta così in una sorta di confessione della protagonista, riflessioni, paure e sollievi di un omicidio compiuto quasi per legittima difesa dei propri intenti e della propria libertà.
Aleggiano passioni seviziate, arzigogolate considerazioni, allucinanti e allucinati racconti di una condizione di vita ai margini della realtà, che sfocerà, poi, nell’epilogo più straziante.

Io sottoscritta Ramona Petrescu, nata il 12 aprile 1981, dichiaro che la sera di giovedì 22 settembre ho perso la ragione e ho ucciso una donna di nome Veronica Manea, di anni settanta, residente a Bucarest, in Strada Domenii 76. Preciso inoltre che tra me e la signora Manea non c’era alcun grado di parentela.”
Comincia così Uccidimi!, con una confessione di Ramona, una studentessa che si trasferisce a Bucarestper motivi di studio e che vive a pensione da una gentile signora in città. Quella però che sembrava gentilezza ed affettazione d’interesse, diviene ben presto un legame singolare, decisamente strano, dove Ramona è presa in una tela di ragno sottile e raccapricciando che fa divenire la propria vita come un sussulto d’ali, sempre in bilico fra la la lucidità dell’odierno ed i fantasmi che aleggiano nella pensione della signora Veronica.
Sebbene il romanzo inizi il suo evolversi con la confessione dell’omicidio di Veronica da parte di Ramona, qui siamo solo all’inizio di Uccidimi!, mentre trame sottili si fanno strada lentamente fra le pagine.

a cura di R.G.

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