giovedì 6 giugno 2013

Lezione 18 - Lezioni di Scrittura di Joe Lansdale

I gruppi di scrittura. Una volta ne ho formato uno con il mio amico Ardath Mayhar, ed è durato vent'anni. Alcune persone del gruppo sono state pubblicate. Ardath ed io abbiamo passato una vita a scrivere. Altri non sono stati pubblicati. Altri ancora sono morti. Alcuni sono andati via. Lo scopo principale di un gruppo come questo è di essere compagni d'armi. Persone che fanno quello che fai e chi vivono esperienze simili.

Può essere carino leggere le proprie storie ad alta voce. Ma, non so quanto mi abbia aiutato il gruppo a capire come scrivere un racconto o cosa avrei voluti farci. I gruppi si trasformano ben presto in circoli viziosi. Cosa pensano Billy e Sue? Billy ritiene che il personaggio sia debole, Sue che ci sia bisogno di più dialogo, e così via. Può essere molto d'aiuto se nel gruppo ci sono degli scrittori professionisti. Soprattutto per il mercato. Possono infatti aiutarti con le storie. Ma se si tratta di bere, mangiare biscotti e leggere ognuno le proprie storie, allora non ne verrà nulla di utile. E d'altro canto, se tutti criticano ciò è inizialmente un bene, ma significa anche che quelli del gruppo si sentono obbligati a trovare qualcosa, o ad avere qualcosa da dire.

Molte persone che venivano nel nostro gruppo scrivevano da anni e cambiavano qualcosa solo per rispettare i commenti degli altri, di solito di quelli che non vendevano, e quindi nessuno era mai soddisfatto. Non sto dicendo che questi gruppi non abbiano il loro perchè, ma nella maggior parte dei casi sono uno spreco di energia. Finisci per scrivere per le persone del gruppo, non per te stesso. Inoltre i gruppi possono creare confidenza tra le persone. Ciò che ricordo meglio è di un ragazzo del gruppo che aveva scritto un buon racconto, e ogni settimana ne leggeva un passaggio, e chiunque dava un commento, così lui riscriveva il tutto.
Se avesse mandato lo scritto ad un editore che lo avrebbe respinto, indicandogli laddove sarebbe stata necessaria una correzione, o dicendogli che avrebbe potuto scrivere un racconto migliore, egli avrebbe riscritto tutto daccapo. Questa cosa andò avanti per anni. Ho tentato di supportarlo per tutto i ltempo, e gli ho detto che avrebbe dovuto metterlo sul mercato, ma che in realtà sarebbe stato meglio scrivere un nuovo romanzo piuttosto che riscrivere sempre lo stesso ora come storia horror, ora come thriller, o come racconto per ragazzi, poichè in realtà fino a quel momento non aveva che scritto un solo racconto. Era ovvio che non avrebbe mai venduto.

Impara dalla scrittura e vai avanti. Non l'ha fatto, stava ancora riscrivendola qualche anno fa, ma non ha mai pubblicato ed è morto con un solo racconto scritto perso da qualche parte. Non devi per forza scrivere venti romanzi, ma a volte bisogna eliminare ciò che non và, ed io credo che quel dannato gruppo con i continui commenti lo abbia portato a riscrivere di continuo la sua storia. Molto meglio se fosse stato da solo nel suo studio, a scrivere, terminare e vendere, e cominciare qualcosa di nuovo.


Indice delle lezioni

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