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lunedì 12 agosto 2013

Le Memorie Della Dama Di Sarashina di Satashina Nikki - Recensione

L’insoddisfazione per la vita in una provincia povera di stimoli, l’amore divorante per la lettura, la delusione della vita a corte, un matrimonio tardivo e poco romantico, la difficoltà ad accettare di diventare madre, la ricerca di una felicità possibile solo nella fantasia, la scelta infine della solitudine: dal Giappone di mille anni fa questa è la storia in forma di diario di una donna, dei suoi sogni e delle sue disillusioni. Un racconto autobiografico al femminile di una scrittrice di cui non sappiamo nemmeno il nome, perché in quella società patriarcale non aveva il diritto ad averne uno, perché poteva riconoscersi solo come moglie, madre, sorella o figlia, e che attraverso la scrittura cerca invece di costruire il proprio mondo e la propria storia in opposizione alla cultura maschile. Un racconto dunque che viene da molto lontano ma che parla a noi in modo sorprendentemente moderno, che ci trasmette l’emozione di una delle prime storie di disagio femminile.


a cura E.A.

Il Ladro Di Anime di Sebastian Fitzek - Recensione

 Il thriller numero uno delle classifiche tedesche con oltre cinquecentomila copie vendute. Tutto accade in una notte, la vigilia di Natale. In una lussuosa clinica psichiatrica fuori Berlino, mentre la neve che scende copiosa rende il luogo ancora più isolato, medici e pazienti si rendono conto con orrore che l’inquietante maniaco che sta terrorizzando la città, il cosiddetto “Ladro di anime”, che riesce ogni volta a spezzare la volontà delle sue vittime riducendole a meri involucri umani, si trova all’interno della struttura e ha praticato il suo misterioso e terribile trattamento alla dottoressa Sophia Dorn. Uno dei pazienti, Caspar, preda di un’amnesia per cui nessuno finora ha formulato una valida spiegazione, si mette a caccia dello psicopatico. Nel frattempo Caspar viene folgorato progressivamente da scene della sua vita precedente, che man mano fanno luce sulla sua identità e sulla sua drammatica storia personale. Psichiatra egli stesso, esperto nella pratica dell’ipnosi, la sua vita è stata segnata da un tremendo errore: molti anni prima, per aiutare la figlia dodicenne Marie a superare un trauma, l’ha sottoposta a ipnosi, ma durante il trattamento la piccola è stata colpita da un infarto che l’ha lasciata tuttora in uno stato vegetativo molto simile a quello in cui vengono ritrovate le vittime del Ladro di anime… Coinvolgente, capace di tenere con il fiato sospeso fino alla risoluzione finale della vicenda, Il ladro di anime è un romanzo sorprendente non solo per la trama elaborata e perfetta ma per la straordinaria capacità di Fitzek di portare il lettore dentro gli stati di coscienza alterati dei protagonisti e creare una tensione continua, estenuante e, letteralmente, ipnotica.


a cura di S.A.

mercoledì 7 agosto 2013

La Profezia di Caravaggio di Matt Rees - Recensioni

Il giovane e ancora sconosciuto pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio è arrivato nella città delle sfarzose cattedrali e dei favolosi palazzi nobiliari per cercare fortuna. Col cappello nero in testa, addosso abiti altrettanto cupi e spesso trasandati, la spada o il pugnale al fianco, l’inclinazione al turpiloquio e alla rissa, frequenta i bassifondi della città, le bettole più sudicie e le compagnie più violente, fino a quando gli viene commissionata una straordinaria opera: il ritratto del Papa. Il successo del quadro sarà determinante e Caravaggio sarà accolto nell’entourage dei Borgia diventando il più acclamato artista di Roma. Ma quando, innamoratosi della fruttivendola Lena, si troverà a usarla come modella per la figura della Madonna, l’alta società ne rimarrà fortemente indignata. Rifiutatosi caparbiamente di rinunciare al suo amore, Caravaggio sarà costretto a lasciare la città e a cercare rifugio a Malta. Ma proprio mentre si sta preparando a fare ritorno a Roma per sposare finalmente la sua amata, del grande pittore si perdono misteriosamente le tracce.


a cura di A.P.

mercoledì 31 luglio 2013

David Copperfield di Charles Dickens - Recensione

Uno dei racconti più popolari della letteratura ottocentesca inglese.
David Copperfield non è altro che un povero orfano ritrovatosi per strada da un giorno all’atro che
 grazie alla sua forza d’animo  riuscirà a vincere il male e a realizzarsi.
 Egli, visse per un breve periodo, un’ infanzia felice con la madre e la sua nutrice. Ella, decide poi di risposarsi con il signor Murdstone, un uomo crudele che la porta alla tomba. Dopo la sua marte, David,  privo di affetti,  sperimenta la dura scuola del maestro Creakle.
Il patrigno, gli impone un lavoro avvilente in un negozio di Londra dove decide di  fuggire disperato. Si reca quindi, a  Dover, dove sua zia, Betsey, accetta di occuparsi di lui.
Lo manda, così a Canterbury, per educarlo al meglio. Visse così nella casa del suo avvocato, padre di Agnes, una dolce fanciulla.
Divenuto cronista parlamentare e conquistata anche una fama letteraria, sposa Dora che  haimè,  muore pochi anni dopo. Il giovane allora si accorge della dolce Agnes, sua vecchia amica di infanzia e dopo aver salvato il padre di lei, dalle cattiverie di un amministratore,
decide di sposarla.
Questa, è una di quelle storie ricche di personaggi ed intrecci, dove però si vanno a incontrare molte disavventure, che per alcuni potrebbero segnare un vero e proprio fallimento mentre per il nostro protagonista, sono uno sprono a migliorarsi e andare avanti per raggiungere i propri sogni  e realizzarne gli obiettivi.

Mi sento di consigliare questo racconto non solo all’età del pubblico a cui è rivolto (10 anni) ma anche a tutti quelli che (dato il brutto periodo) hanno bisogno di uno spunto per reagire e superare ogni sorta di ostacolo. Vi consiglio quindi di leggere questo libro, e se lo avete già letto? allora rifatelo!


A cura di Lizzy

martedì 30 luglio 2013

La Decomposizione Dell'Angelo di Yukio Mishima - Recensione

"Se la causa della decadenza è la malattia, allora la causa fondamentale di essa, la carne, è una malattia. L'essenza della carne è la decadenza. La funzione della carne, collocata nel trascorrere del tempo, è quella di testimoniare la distruzione e la decadenza." Honda Shigekuni, indimenticabile protagonista della tetralogia Il mare della fertilità che trova compimento in questo romanzo, giudice ormai in pensione, adotta con grande slancio l'orfano Toru. In lui vede l'ennesima reincarnazione del suo amato e perduto compagno di scuola Kiyoaki. Ma si tratta dell'inseguimento di qualcosa di impossibile da raggiungere… Un grande romanzo sul dolore e sul disfacimento di ogni illusione, completato da Mishima il giorno stesso in cui commise seppuku.

a cura di E.L.

lunedì 29 luglio 2013

Di Ghiaccio E Di Sangue di Varg Gyllander - Recensione

In una gelida notte d’inverno, per le strade di Stjerneby, in Svezia, sfila un inquietante corteo: migliaia di fiaccole accendono il cielo grigio sopra la città e nel silenzio avanza un gruppo di neonazisti. Nascosto tra gli alberi, un uomo vestito di nero ne attende il passaggio. Gli estremisti si raccolgono sotto una grande svastica e il loro leader, Styrbjörn Midvinter, prende la parola. Un attimo dopo, però, nello sgomento generale, stramazza a terra, morto sul colpo. A indagare sul caso vengono chiamati gli esperti della Scientifica Ulf Holtz e Pia Levin. Dalle prime analisi emerge una realtà sconcertante: il politico ha una freccia conficcata in gola, scagliata probabilmente da una balestra. Ma chi può usare un’arma simile nel XXI secolo? Si è trattato di un omicidio politico o di un regolamento di conti all’interno del gruppo? Quali terribili segreti nasconde il “Nido dell’Aquila”, il ritrovo dei neonazisti dove il leader formava le sue reclute? Dopo il successo de Il cadavere, Varg Gyllander torna nel cuore nero della Svezia e lo fa in modo magistrale.

a cura di P.S.

L'Assassino Americano di Vince Flynn - Recensione

Dopo decenni di spietata Guerra fredda, gli Stati Uniti si trovano in una posizione sempre più vulnerabile. Thomas Stansfield, veterano e capo della CIA, sa che l’identità del prossimo nemico è più sfuggente che mai. Per combatterlo con le sue stesse armi chiama la sua protetta, Irene Kennedy, e il suo vecchio collega, Stan Hurley, per formare un nuovo gruppo di agenti sotto copertura. Ma quale uomo è disposto a uccidere per il proprio Paese senza indossare una divisa? Irene lo troverà dopo l’attacco terroristico di Lockerbie: 270 vittime in una fredda notte di dicembre e tutti i loro familiari colpiti da una tragedia per cui non sembra esserci conforto. Uno di loro è Mitch Rapp, che ha perso la donna che amava. Ma non cerca conforto. Vuole i colpevoli. Sei mesi di intenso addestramento e Rapp è pronto: dietro lo sguardo d’acciaio dell’ultimo eroe della nazione si nasconde un giovane uomo pronto a diventare un assassino americano. Azione al cardiopalma, ritmo serrato, realismo senza sconti per un political thriller lucido e appassionante: la storia della prima missione di Mitch Rapp, quella che farà di lui l’agente incubo dei terroristi e dei corrotti che ha conquistato migliaia di lettori americani.


a cura di P.S.

venerdì 26 luglio 2013

Il Suono Della Montagna di Yasunari Kawabata - Recensione

Il suono della montagna", apparso nel 1949, è considerato con "Il paese delle nevi", il maggior romanzo di Kawabata, Premio Nobel 1968 per la letteratura. Il personaggio centrale del libro è Shingo, uomo sensibile e inquieto, assorto nei sogni e nelle tristezze del passato, nei terrori e nelle premonizioni del presente. Di fronte alla decadenza inarrestabile della sua vita e della sua famiglia, Shingo si lega sempre più strettamente a Kikuko, la giovane e infelice moglie di suo figlio. I misteriosi segnali della natura, il "suono della montagna", un riccio di castagna che cade, mentre vengono scambiate le coppe di sakè rituale, sono, nella vita di Shingo, un incitamento, come se si trovasse a un punto cruciale, se fosse giunto il tempo di decidere.


a cura di P.S.

mercoledì 24 luglio 2013

Corpi Nella Nebbia di Ian Rankin - Recensione

Sono passati dieci anni da quando la figlia è sparita nel nulla, ma Nina Hazlitt non si rassegna. Vuole che la polizia riapra il caso, perché di un fatto è assolutamente certa: la sua Sally, che al momento della scomparsa aveva diciotto anni, non si è allontanata dalla famiglia per seguire un amore o per cambiare vita. Quando Nina si rivolge per l’ennesima volta alla sezione speciale per i crimini irrisolti, a riceverla c’è un ispettore in pensione che si è da poco aggiunto all’unità, un uomo amante delle sigarette e del bancone dei pub: il suo nome è John Rebus. E se c’è una cosa che John Rebus non ha mai saputo fare nella sua lunga carriera è tirarsi indietro. Nemmeno di fronte ai casi più disperati, suscitando per questo – oggi come in passato – il disappunto di colleghi e superiori. A Rebus basta rispolverare vecchi faldoni e documenti dimenticati per trovare una conferma ai sospetti di Nina: altre donne, a distanza di anni, sono scomparse dalla stessa via in cui è stata vista per l’ultima volta Sally. Perché nessuno ha seguito quella pista? Forse c’è un serial killer che, nelle plumbee lande scozzesi, ha agito per anni impunito. O forse quelle giovani donne scomparse sono ancora vive, ma le loro grida di aiuto si disperdono nella nebbia che ovatta ogni cosa...

a cura di A.T.

La Tempesta di P.Johansson - Recensioni

Svezia, villaggio di Osby. Una foresta, un fiume, una remota fattoria. Nel fienile c’è un cadavere, un uomo che non apparteneva a questo luogo neppure da vivo. Ronny Gustavsson, inviato dal giornale locale per indagare sul caso, preferirebbe non essere lì, vorrebbe non vedere ciò che ha davanti agli occhi, perché quegli inquietanti resti umani, ormai quasi irriconoscibili, minacciano di riportarlo bruscamente in un mondo dal quale è fuggito, isolandosi nella pacifica e sonnolenta provincia svedese. Quel cadavere senza nome segna infatti l’inizio di un’indagine alla quale Ronny non può sottrarsi, una storia che pian piano sembra coinvolgere in prima persona lui e le persone che gli sono care, finché una terribile tempesta non devasta ogni cosa, rivelando tracce che, dal profondo della foresta svedese, puntano dritte al cuore della finanza globale. Ronny si trova così al centro di una cospirazione che minaccia di far crollare Wall Street e l’intero sistema economico mondiale…


a cura di G.L.

sabato 20 luglio 2013

L'Uomo Dei Cerchi Blu di Fred Vargs - Recensione

Di seguito proponiamo la scheda del libro con trama proposta nella presentazione dell'editore. Da quattro mesi i marciapiedi di Parigi riservano una sorpresa apparentemente innocua: grandi cerchi blu tracciati con il gesso, e al centro una serie di oggetti stravaganti: un trombone, una pinzetta, un vasetto di yogurt, una candela... I giornalisti indagano per sfamare l'interesse dei lettori e gli psicologi si dividono in chi grida al maniaco, e chi ipotizza la burla. Adamsberg, però, non trova nulla di divertente nell'escalation dei cerchi: la sua fine psicologia di conoscitore del male gli lascia intuire che dietro l'apparente stramberia si nasconde qualcosa di morboso. E ben presto i fatti gli danno ragione: un'altra alba e un altro cerchio su un marciapiede, ma stavolta, al centro esatto, un corpo di donna. Parte cosí una corsa contro il tempo per fermare un assassino del quale si ignora letteralmente tutto.


a cura di R.P.


Il Soffio Del Drago di Lars Bill Lundholm - Recensione



In un porticciolo dell’isola di Söder, a Stoccolma, una donna fa un’agghiacciante scoperta: dalle acque del canale emerge un cadavere che la fissa con occhi vitrei. Ha i capelli rossi, uno strano tatuaggio a forma di drago sul braccio sinistro e una gamba bloccatada una grossa catena. Chi è? E perché l’assassino ha voluto abbandonare il corpo proprio lì, in una delle aree più trendy e frequentate della città? Tocca al commissario Axel Hake risolvere il mistero. Appassionato scommettitore di cavalli, testardo, imprevedibile e non particolarmente amato dai suoi superiori che l’accusano di avere un problema a relazionarsi con l’autorità (lui giura che si tratti solo di temperamento, e da quando in qua è sbagliato che un poliziotto abbia un carattere forte?), Hake ha ben pochi dati su cui lavorare. Dal momento che l’acqua ha reso il volto del morto grottescamente irriconoscibile e non ci sono documenti d’identità, l’unico elemento utile è l’insolito tatuaggio. Come se non bastasse, alle difficoltà delle ricerche si aggiungono quelle della vita privata del commissario, diviso tra le esigenze dell’irrequieta compagna, della figlioletta di sei anni e della sorella Julia, sempre pronta ad accogliere in casa uomini sbagliati, convinta di poterli curare come gli animali feriti della sua clinica veterinaria nei boschi. Le indagini portano il commissario e la sua squadra – il corpulento Lidman e Tobisson, maniaco della corsa e della sana alimentazione – a battere palmo a palmo la zona di Södermalm e a entrare in contatto con persone di ogni tipo: un ubriacone che vive in un autobus scassato, un ex pugile, due fratelli da poco congedati dalla Legione straniera (che riescono a mettere paura perfino all’impavido Tobisson) e altri loschi individui. Finché Hake non si ritrova faccia a faccia con l’assassino.


a cura di G.L.

mercoledì 17 luglio 2013

22/11/63 di Stephen King - Recensione

Il 22 novembre 1963. Tre spari risuonarono a Dallas, il presidente Kennedy morì e il mondo non fu più lo stesso. Se fosse possibile cambiare la storia, tu lo faresti? Jake Epping è un tranquillo professore di Lisbon Falls, Maine, e il suo posto preferito per fare quattro chiacchiere è la tavola calda di Al. Che ha un segreto: la dispensa in realtà è un passaggio temporale, e conduce al 1958. Per Jake è una rivelazione sconvolgente, eppure l’incredulità non gli impedisce di farsi coinvolgere nella missione che ossessiona il suo amico da tempo. Se mai hai voluto cambiare veramente le cose, Jake, questa è la tua occasione: ferma Oswald quel 22 novembre 1963. Salverai Kennedy. Salverai suo fratello Bob, e Martin Luther King; bloccherai le rivolte razziali. E forse eviterai anche la guerra in Vietnam. Basta che passi per la «buca del coniglio», sul retro della tavola calda. Non importa quante volte l’attraversi: uscirai sempre sul piazzale di una fabbrica tessile di Lisbon Falls, ore 11.58 del 9 settembre 1958. E non importa quanto a lungo resti in quel passato: al ritorno, nel tuo presente saranno trascorsi due minuti. Comincia così la nuova esistenza di Jake nei panni di George Amberson e nel mondo di Elvis Presley, James Dean e JFK, delle automobili interminabili, del twist e del fumo di sigaretta che avvolge tutto. Un mondo nel quale Jake è destinato a conoscere l’amore e a sovvertire tutte le regole del tempo. Fino a cambiare il corso della storia.

a cura di S.D.

martedì 16 luglio 2013

Il Paradiso Degli Orchi di Daniel Pennac - Recensione

Divertente, ironico, interessante, ma anche serio per i temi che vi sono trattati. Con una scrittura sobria e intuitiva, senza troppi fronzoli ma allo stesso tempo con quegli appunti, spesso tra parentesi, che servono a completare la narrazione, con un modo di raccontare che deriva dal suo passato di scrittore per ragazzi, Daniel Pennac ci propone un racconto che, nei panni di un “romanzo giallo”, ci fa sorridere e pensare presentandoci una realtà un po’ grottesca, ma neanche tanto.
Primo romanzo del ciclo Malaussène, Il paradiso degli orchi ruota intorno alla figura di Benjamin (Ben per gli amici) Malaussène, per l’appunto, e della sua famiglia fatta di fratellastri e sorellastre, uno più strano dell’altra, tutti figli di una madre che non fa altro che innamorarsi, fare figli e scappare, lasciando a lui il fardello di crescerli. Come lavoro Ben fa il capro espiatorio in un Grande Magazzino dove girano figure non meno strampalate. Ed è proprio nel luogo di lavoro che succedono i fatti che coinvolgeranno Ben in prima persona e che rischiano di sconvolgergli la vita.
Pennac è davvero bravo a delineare i tratti dei vari personaggi, a descriverli fisicamente e caratterialmente e a farteli sentire vicini con le loro particolarità che li rendono, a una prima impressione, alquanto “estrosi” e così diversi dal comune, ma che in fondo hanno quelle caratteristiche che si possono ritrovare in ognuno di noi e che fanno parte della vita. Una vita che diventa sempre più rumorosa (ecco anche la scelta del Grande Magazzino) e rischia di distogliere le persone dalle cose importanti (infatti Ben riesce a vedere i fatti interessanti durante le sue “non volute” indagini quando non sente niente).
Toglietemi il mondo dalle orecchie, mi piacerà. Tappatemi gli occhi, morirò
Un “giallo” sostanzialmente, ma anche un libro divertente, che non impegna tanto il lettore da un punto di vista mentale, ma che lo tiene legato pagina dopo pagina per scoprire chi o cosa è la causa di tutto.

a cura di R.L.

Il Gigante Sfregiato di Enrico Vanzina - Recensione

Max Mariani era un avvocato della Roma-bene, con una Porsche fiammante e una casa nei quartieri alti. Adesso è uno scalcinato detective privato che vive di espedienti, beve litri di vodka e ha un debole per le ragazze facili. Eppure ha fiuto, e per risolvere un caso è il migliore sulla piazza. Ecco perché, quando un ex rugbista chiede il suo aiuto, Max non esita neanche un secondo: quel gigante sfregiato, di nome Sandrone, vuole sfuggire a una donna senza scrupoli, decisa a farlo fuori. E poco importa se quella bionda, con la passione per i soldi e qualche nemico di troppo, offrirà proprio a Mariani un lauto compenso per ritrovare Sandrone. Già, perché Max è fatto così: è cinico e arrogante, e adora ficcarsi nei guai. Con questo romanzo a tinte forti, Enrico Vanzina racconta un’avvincente storia di malavita – sospesa tra le atmosfere fumose del giallo e quelle agrodolci della commedia all’italiana – in una Roma disincantata, chiusa nel fasto dei quartieri di lusso o affogata dal cemento delle periferie. Una metropoli quasi irriconoscibile, popolata da una galleria di personaggi indimenticabili: ragazze perdute, artisti squattrinati, spaccaossa professionisti, vecchie zie danarose, poliziotti conniventi… 


a cura di D.E.

lunedì 15 luglio 2013

Mio SIgnore, Mio Carnerfice di Hanan al-Shaykh - Recensione

Difficile per Zahra, giovane libanese, volersi bene quando i primi a non darle affetto sono stati i genitori: il padre, severo e inflessibile, sempre pronto a biasimarla, e la madre, che per anni si è servita di lei, bambina, per coprire i suoi incontri clandestini con l’amante. Difficile per lei amare il proprio corpo e provare piacere quando quel corpo è stato usato e poi abbandonato e ora fa di lei una donna “immorale”. Stretta in una morsa tra la famiglia soffocante e un matrimonio sbagliato che non le ha aperto la tanto sperata via di fuga, Zahra trova se stessa e la libertà nella Beirut devastata dalla guerra civile. E questo grazie all’incontro con un cecchino, uno degli uomini senza volto che dall’alto dei tetti decidono in maniera arbitraria dei destini altrui. È nel rapporto con quel “dio della morte” che Zahra riscopre paradossalmente la vita. È in quella relazione clandestina, iniziata come violenza e continuata come ossessione irrinunciabile, che conosce l’amore e la speranza nel futuro. Ma potrà essere solo una pace fragile, segnata com’è dal senso di colpa e dall’incubo dei tempi. Attraverso la sua protagonista, emblema di ogni donna oppressa ma anche di ogni vittima della follia della guerra, Hanan al-Shaykh ci regala un ritratto indimenticabile dell’innocenza distrutta dalla violenza.

a cura di A.S.

Il Chirurgo di Tess Gerritsen - Recensione

A Boston vengono scoperti i cadaveri di due giovani donne orrendamente mutilate. Scattano immediatamente le indagini, affidate alla detective Jane Rizzoli, donna determinata e tenace, ma frustrata per le discriminazioni di cui è oggetto nell'ambiente lavorativo. Jane individua ben presto un nesso tra l'orripilante rituale del serial killer, denominato "il chirurgo" per la sua conoscenza delle tecniche operatorie, e quello di un assassino che anni prima, a Savannah, aveva violentato, seviziato e ucciso diverse donne. Jane scopre anche che l'ultima vittima del killer di Savannah è riuscita a sfuggirgli e a ucciderlo e che, dopo il fatto, si è trasferita proprio a Boston, dove lavora come chirurgo.

a cura di G.P.

venerdì 12 luglio 2013

Una stanza Tutta per Sé di Virginia Woolf - Recensione

A mio avviso un breve, ma allo stesso tempo ricco saggio, sulla "Situazione della donne" nel corso dei secoli fino ad oggi, ed il loro rapporto con la scrittura.
Fu per un importante conferenza che Virginia Woolf, si preoccupò cos'ì tanto di scoprire , quale fosse in realtà , il vero motivo che spingesse le donne a non scrivere di se stesse, nonostante ci fossero innumerevoli plichi scritti da uomini "arrabbiati" che le descrivevano come inutili, ed incapaci di poter fare quello che invece agli uomini veniva meglio.
La verità , e lo scoprirà la nostra scrittrice, è  che per anni l'uomo si è illuso di essere il migliore per il solo fatto di sentirsi superiore a qualsiasi essere umano (donne incluse) per sopprimere la sua paura di essere soppraffatto e messo da parte.
Un' altra questione, che viene sollevata dalla Woolf, è il perchè le donne venivano derise e oltraggiate se mettevano mano alla scrittura o ad una qualsiasi professione che avesse a che fare con l'arte, mentre gli uomini  erano liberi di fare della loro vita quello che volevano?
Ella, tenta così di rispondere a questa domanda, attraverso un'analisi dettagliata di scrittori e scrittrici traendone varie conclusione molto dettagliate dove per innumerevoli motiviazioni, la donna per anni si è privata della libertà di pensiero e di scrittura. Una tra tanti è la "Povertà" ed il "Tempo".
Per questo motivo, deduce, che per essere delle scrittrici e scrivere bene un libro c'è bisogno di 500 sterline all'anno  e di una stanza tutta per sé (da qui il titolo del saggio);  in modo da renderle "Libere" economicamente  ma che avessero anche il tempo a disposizione per potersi concentrare a fondo per ralizzare qualcosa di davvero stupefacente.
Infine, consiglio questo libro non solo alle donne, poichè sarebbe banale, ma soprattutto agli uomini, in modo da aprirgli gli occhi su un emancipazione che ormai esiste già ma che ancora, nei focolari di alcune dimore, non esiste per niente! In modo da indurvi a guardare con occhi diversi le donne e ad averne più stima e rispetto.
Inoltre, consiglio al gentil sesso, di fare tesoro delle parole di questa scrittrice che per anni è stata un illustre capostitipe dei manifesti femministi, di leggere il suo saggio e perchè no magari di  trovare le risposte a quelle domande che per tanti anni l'hanno accompagnata.


  

a cura di Lizzy

martedì 9 luglio 2013

Il Cacciatore di Aquiloni di khaled Hosseini - Recensione

“Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hossein è un libro che non ha bisogno di presentazioni visto che è il caso letterario degli ultimi anni. E’ un romanzo che può essere interpretato partendo dall’inizio così come dalla fine, la storia può scorrere anche all’inverso e suscitare la stessa emozione commovente nel lettore.
Un’amicizia legata al filo di un aquilone che sembra non debba spezzarsi mai, viene strappata da un evento che marchierà in maniera indelebile il tempo e la personalità di entrambi.

Due bambini Amir e Hassan crescono insieme, inseparabili, in una Kabul segnata già da fantasmi e contraddizioni interne, si trovano a dover affrontare la vita in due modi differenti, lontani l’uno dall’altra, dopo che il servo ha subito una violenza e il piccolo padrone si sente colpevole di non aver fatto nulla, di non aver neanche confessato la paura che lo aveva immobilizzato.

Ma le cose cambiano quando a distanza di molti anni Amir in seguito ad una telefonata decide di ritornare a Kabul, posto che aveva lasciato alla volta dell’America, per trovare il figlio del suo vecchio amico Hassan. E nelle sua terra troverà i segni di una sconfitta che lui subisce solo indirettamente, quella di un luogo in cui le donne sono corpi invisibili e gli aquiloni hanno smesso di colorare il cielo di Kabul.
La trama del romanzo lascia per tutta la durata del libro in sospensione e con il groppo in gola, fino a quando non è raccontata tutta la verità, ma a quel punto si ha voglia che la storia non finisca così presto.
“Il cacciatore di aquiloni” oltre ad aver venduto milioni di copie in tutto il mondo è diventato un film da incassi stratosferici uscito in Italia nel 2008 diretto da Marc Forster.


a cura di RecensioneLibro.it

IT di Stephen King - Recensione

In una giornata d’autunno, a Derry, nel Maine, una terribile alluvione colpisce la città allagandone le strade. Per il piccolo Georgie Denbrough è l’occasione ideale per provare la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello Bill. Georgie esce nella pioggia, con il suo impermeabile giallo, e si diverte a seguire la barchetta nei canali di scolo delle strade della sua città.

Durante il percorso, la barchetta finisce accidentalmente in un tombino e Georgie si china per riprenderla. Due occhi azzurri, una grossa bocca rossa e una testa a forma d’uovo con buffi ciuffi di capelli sui lati si presentano al bambino dalle fogne di Derry. Lì sotto c’è un simpatico clown che, presentatosi come Pennywise, offre al piccolo un palloncino e la sua barchetta. Georgie gli tende la mano per ricevere i suoi regali, e in quell’istante il clown svela la sua demoniaca forma, divorando il braccio del ragazzino e uccidendolo.

Da questo tremendo avvenimento si sviluppa la storia di “It”, tessuta con maestria suprema da Stephen King. Bill, il fratello adolescente della vittima, non si dà pace e così insieme ai suoi giovani amici Richie Tozier, Eddie Kaspbrak, Stan Uris, Beverly Marsh, Mike Hanlon e Ben Hanscom, si mette alla ricerca del clown.
Scopriranno a loro spese che Pennywise è l’incarnazione dell’anima cattiva della città, non certo un essere umano, e che può assumere qualunque aspetto. Il clown si nutre della cattive vibrazioni della città di Derry e ogni ventotto anni torna in superficie per divorare bambini.

I protagonisti di “It”, unendo le loro forze e le loro paure, riescono a ricacciare nelle fogne quella tremenda presenza, promettendosi che si sarebbero ritrovati a Derry 28 anni dopo, per chiudere definitivamente il conto quando Pennywise sarebbe ritornato per chiedere il suo tributo di sangue.
La seconda parte del romanzo, infatti, racconta della “chiamata” alle armi degli ex bambini che, quasi come sotto l’effetto di una magia, hanno rimosso e faticano a ricordare la tremenda esperienza della lotta con il clown assassino. L’intreccio tra il passato e il presente è ideato e controllato in modo assolutamente fantastico: il genio di Stephen King attira il lettore e lo coinvolge con tutti i sensi, anche l’olfatto.

Il titolo del romanzo indica il pronome personale inglese usato per le cose che non hanno un’anima e che non appartengono alla categoria umana: Pennywise, infatti, non è umano, ma è “qualcos’altro”. Come spesso accade nei romanzi di King, i bambini protagonisti sono costretti a convivere con situazioni familiari molto particolari, che ne accentuano il disagio, e li rendono i bersagli preferiti dei perfidi bulli della periferia americana.

La scrittura di King è spaventosamente potente, una vera delizia anche per chi non è un amante della lettura. Il risvolto sociologico dei romanzi del maestro dell’horror, è molto presente anche in “It”. Se da un lato è vero che i romanzi di Stephen King raccontato di storie dell’orrore, è altrettanto vero che i protagonisti dei suoi romanzi convivono con gravi disagi che egli trasforma in mostri contro i quali combattere, dimostrando che la paura può essere esorcizzata.



A cura di R.L.