Visualizzazione post con etichetta scrittori italiani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scrittori italiani. Mostra tutti i post

mercoledì 26 giugno 2013

Il Codice Della Follia di Edi e Camillo Minguzzi - Recensione

Il codice della follia, il romanzo di Edi e Camillo Minguzzi è ambientato in Svizzera. La tranquillità della ridente località di Lucerna è sconvolta da una serie di omicidi. Un serial killer uccide, seziona e getta nel lago le sue vittime chiuse, insieme a steli di rosa, in sacchi di plastica. In un primo momento le indagini della polizia si concentrano sugli ospiti di una lussuosa casa di cura per disturbi mentali diretta dallo psichiatra Herbert Kampitsch. “Le farfalle” è una clinica innovativa, perché gli ospiti hanno margini di libertà per potersi muovere, seppur controllati. Sono sulle tracce dell’assassino, Jorg Kampitsch, ricco e libertino cugino del medico, la bella Karin ed Erik, un sagace studente di filologia classica. La soluzione dell’enigma è in un codice che ha un sua chiave di interpretazione, ma cela un terribile segreto…


Il codice della follia, come si può decifrare? Attraverso la mitologia, ci si riferisce alle patologie. Lo stesso nome della clinica “Le farfalle” allude alla prola greca psyché che significa anima, ma anche farfalla. La stessa mitologia è applicata “in codice” ai disturbi dei pazienti. Alcuni  addirittura lavorano con identità segrete all’interno della clinica. Sigmund Freud ha rivolto la sua attenzione soprattutto al mito di Edipo. Il suo allievo Carl Gustav Jung ha pensato che non solo il mito di Edipo, ma tutti i miti rappresentino in forma di racconto le pulsioni, gli istinti irrazionali, i meccanismi psicologici consci e inconsci che governano le nostre azioni. E se uno li reprime, secondo Jung diventano malattie mentali: “gli dèi sono diventati malattie”. Su questo principio si basa la clinica psichiatrica dove alcuni malati di mente non sono schedati con il loro nome, ma sono nascosti sotto il nome del dio o dell’eroe a cui si collega la loro psicopatia. E uno degli aspetti più originali e nello stesso più raffinati di questo libro è il fatto che per arrivare all’assassino, la chiave di volta sta proprio nella mitologia. Il romanzo di Edi e Camillo Minguzzi è provvisto anche di un glossario, in coda al testo, per supportare il lettore nella conoscenza dei miti e della mitologia, rendendolo partecipe della ricerca del killer.



A cura di F.V.

Un Muro Di Ghiaccio di Licia Campi Pezzi - Recensione

La scrittrice Licia Campi Pezzi nel suo romanzo “Un muro di ghiaccio” pubblicato dalla Miremi Editore, ci racconta una storia ambientata durante il periodo della prima guerra mondiale, tra il 1913 e il 1919 e si svolge tra Trento e Vienna.

“Un muro di ghiaccio” parla di una storia d’amore, quella tra Aurora, figlia di un colonnello dell’esercito austro-ungarico e Amedeo, uno studente appassionato che decide di seguire le sue ragioni per andare a vivere la Storia in prima persona, ma poi verrà sconvolto dalla crudezza e disumanità della guerra, che apriranno in lui una forte crisi di coscienza.

La prima guerra mondiale si frappone tra Aurora e Amedeo innalzando una sorta di muro tra i due, un muro che sembra difficile da superare, ma nonostante la lontananza, la sofferenza e ciò che li coinvolge in prima persona, il loro amore si rafforza giorno dopo giorno.
Al di là della loro relazione, la scrittrice Licia Campi Pezzi riesce a scavare in profondità nei personaggi, per presentarceli nella maniera più completa possibile. Aurora viene descritta nel suo ambiente familiare, tra mille difficoltà causate da una madre troppo legata ai beni materiali, che pensa solo a se stessa e un padre troppo rigido, che farebbe di tutto per la figlia.

“Un muro di ghiaccio” è un romanzo storico intenso, in cui vengono presi in considerazione i vari schieramenti e il modo differente dei personaggi di affrontare quel periodo storico. La scrittrice Licia Campi Pezzi racconta con linearità e semplicità vicende complesse che vedono come protagonista la guerra, senza mai essere scontata.

La capacità con cui la scrittrice Licia Campi Pezzi è riuscita a ricostruire la Storia e a renderla semplificata e comprensibile anche per chi non ha la conoscenza approfondita di quel periodo storico, dà un valore aggiunto al libro


a cura di R.P.

venerdì 19 aprile 2013

La Collina Del Vento di Carmine Abate - Recensione


Il reale protagonista de “La collina del vento” è proprio il luogo in cui è ambientata la vicenda, Rossarco, in Calabria. Leggendo la storia è possibile immaginare uno scenario incantevole e allo stesso tempo incontrastabile, potente.

La famiglia Arcuri ha messo lì le sue radici, abita quel pezzo di terra, la ama, la nutre, si ciba dei suoi frutti. Un giorno, un archeologo del nord molto famoso, Paolo Orsi, arriva sulla collina per cercare la città di Krimisa.
Da quel momento gli Arcuri devono fare i conti con l’arroganza di un latifondista locale che vuole impossessarsi di quel luogo, con l’invia degli altri uomini, ma soprattutto con le intimidazioni dei mafiosi. Ad assistere a tutto questo è Michelangelo, un bambino costretto a diventare subito adulto. Dopo molti anni, sarà lui il custode della collina, ma soprattutto di ogni segreto tenuto nascosto in quegli anni.

“La collina del vento” è un bel romanzo, non a caso vincitore nel 2012 del Premio Campiello. Un romanzo delicato e allo stesso tempo violento, in cui le vicende personale di questa famiglia s’intrecciano con la storia dell’Italia, dalla prima guerra mondiale, passando per il periodo fascista, fino agli anni più recenti della rinascita, in cui ogni uomo si è illuso con il sogno di aver raggiunto il benessere.

Lo scrittore Carmine Abate nel romanzo “La collina del vento” è riuscito a mostrare il reale volto dell’Italia, quello fatto di persone che devono combattere, a volte sottostare alle regole del sistema, ma che non smettono di amare la propria famiglia, la propria terra e il proprio onore.